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Vicenza romantica
Che cos’è romantico ai giorni nostri? Gli atri muscosi e i fori cadenti? Le ville? I grandi scenari? Certo, ma non solo. Partiamo per questo viaggio sentimentale dal cuore antico di Vicenza. L’occhio segue le volute del fiume, varca antichi ponti, si sofferma su palazzetti dai preziosi inserti d’arte.
È il rione Barche, dove un tempo approdavano i burchi che dal mare e dalle lagune risalivano il Bacchiglione. Ritroviamo l’eco della Venezia dei mercanti nel gotico fiorito di finestre e portoni, nei portici e nei ballatoi che furono di fondaci, nelle volte in penombra dalle quali ancora emergono voci genuine.

Poi usciamo dal borgo e là, dove si allungava l’ombra del castello scaligero, incontriamo la basilica dei santi Felice e Fortunato.
Il sagrato è disseminato di arche medievali che ammoniscono al rispetto del luogo che vide il martirio di due uomini di Dio.
Sulla loro sepoltura venne eretto un sacello, poi il grande tempio onorato da Carlo Magno e devastato dagli Ungari. Dalle navate si levano, per chi li sa ascoltare, sussurri e grida della Storia.
Poco lontano un’altra vicenda struggente ci chiama. Alta sulla riviera del fiume, sorge la Villa dei Nani, che i più raggiungono per rendere omaggio a splendidi affreschi dei Tiepolo.
I viaggiatori ben consigliati vi si recano a piedi imboccando i portici di Monte Berico; poi, al primo gomito, prendono il viottolo che avanza tra verdi cortine oltre le quali spuntano colombaie e cipressi. Sulle mura della villa vigilano i nani, pietosi custodi, vuole la leggenda, di una nobile fanciulla, anch’essa deforme. Le venne dato a credere, ma invano, di essere bella in una bella corte.
La strada prosegue fino alla Rotonda, capolavoro del Palladio, e poi si inoltra nella dolce campagna della Valletta del Silenzio, tanto cara al Fogazzaro.
Tutt’intorno le morbide ondulazioni dei Colli Berici, cui si sale volentieri nelle notti d’estate per una tavolata fra amici. Piatti semplici di trattoria, bigoli al torchio e braciole alla brace; unica concessione ai palati più fini, l’aroma del tartufo nero. Ma il piacere dei romantici è quello di ascoltare il canto malinconico dell’usignolo e il richiamo dell’allocco che rimbalza da un versante all’altro, e rimirare le stelle che non sono appannate dalle luci del piano.Poi qualcuno racconta di quando a Vicenza c’era il mare e i Colli erano isole tra i coralli, dei misteri delle grotte, degli eremiti che le abitarono, di certe fascinose ville che vi crebbero attorno. E immancabile giunge anche la vicenda d’amor cortese. A fargli da sfondo sono i Castelli di Giulietta e Romeo. Siamo a Montecchio, nulla a che vedere con la Verona di Shakespeare. Qui si difende con orgoglio la memoria di Luigi da Porto che gli fu antesignano nel raccontare una vicenda che chissà mai dove si svolse, se mai si svolse. I due manieri si guardano l’un l’altro dalla cima di colli opposti, separati da una valle come lo furono dall’umana dissennatezza i giovani amanti. Di qui la dedicazione, con piena approvazione di tutti coloro che sono sensibili al bello in natura e alle anime belle. Poi, fino al monte, sulle ali del sentimento, il passo è breve. Appuntamento al Ponte di Bassano, celebre per la paternità palladiana, ma ancor più per il "Là ci darem la mano..." di una canzone immortale. Il Brenta scorre veloce e porta con sé i racconti della Grande Guerra e le mille confidenze di innamorati che riecheggiano sotto l’antica tettoia. Questo accadeva ieri, e ci si donava un fazzoletto come pegno d’amore; accade anche oggi, buon per noi, anche se tra morosi si cinguetta di viaggi e acquisti.



Il Gotico a Vicenza
Il Gotico a Vicenza conobbe uno sviluppo importantissimo, contrassegnando prima di tutto l'ampliamento della città stessa, con l'aggiunta di una mura fortificata all'epoca della dominazione dei Carraresi (1266-1311) e, successivamente degli Scaligeri (1311-1387) seguiti a partire dal 1404 dalla Serenissima Repubblica. Entro quella rinnovata dimensione urbana sorsero autentici capolavori dell'edilizia gotica, sia edifici civili che religiosi. Nel cuore del centro storico, nell'antica zona del foro romano e sulle fondamenta del Palazzo comunale, in pieno '400 fu edificato in fogge gotiche il Palazzo della Ragione, su progetto di Domenico da Venezia, riecheggiando il veneziano Palazzo Ducale. In tempi precedenti, ma sempre riconducibili all'affermazione del Gotico in città, i frati domenicani, francescani ed eremitani fecero innalzare, sullo scorcio del Duecento, splendide costruzioni: rispettivamente il Tempio di S.Corona, a est, eccezionale interpretazione del gotico cistercense; la chiesa di S.Lorenzo, a nord, armoniosa sintesi di romanico e gotico; la chiesa di S.Michele, a sud, demolita nel 1812. Nella valle sotto i Berici, gli Agostiniani nel 1323 eressero la Badia di S.Agostino, con le sovvenzioni degli Scaligeri e di nobili vicentini e veronesi. Appena fuori dalle mura sorse il complesso tardogotico di Monte Berico (1428-1467), che tuttora affianca il celebre Santuario barocco.

All'interno delle suddette chiese troviamo preziose testimonianze di pittura, scultura e oreficeria gotica: in S.Corona, fondata dal Beato Bartolomeo da Breganze nel 1260, è presente l'Arca di marco Thiene, con l'affresco di Michelino da Besozzo (operante tra il 1388-1450), con Madonna con il Bambino, Santi e offerente; il dipinto Madonna delle stelle, realizzato, nella parte centrale, da Giovanni da Bologna nella seconda metà del '300; e ancora il famoso reliquiario della Sacra Spina, contesto di pietre preziose che conserva frammenti della Croce e della corona di spine, donati dal re di Francia Luigi IX al Beato Bartolomeo da Breganze, vescovo di Vicenza tra il 0265 e il 1270.
L'interessante connubio tra pittura e scultura è alla base di altre ideazioni gotiche: della pala in pietra di Vicenza, di Antonio da Venezia, raffigurante la Madonna con il Bambino tra il SS. Pietro e Paolo, in S.Lorenzo; dello stesso artista, un'altra pala in pietra dipinta e dorata è custodita nella Cattedrale, grande edificio del XV secolo, ricostruito in seguito ai bombardamenti degli anni 1944-45. Un'ulteriore opera dello stesso scultore, proveniente dalla chiesa di S.Pietro, la ritroviamo esposta assieme ad altri esiti del periodo, presso il Museo Civico di Palazzo Chiericati. Nella Badia di S.Agostino, sono conservati un Polittico di Battista da Vicenza, dalla corsiva narrazione i stampo miniaturistico; un Crocefisso ligneo di Antonio da Venezia; un prezioso ciclo di affreschi, nel presbiterio, con Storie della vergine e degli Evangelisti.

Altra tappa è costituita dalla chiesa di S.Maria delle Grazie, in cui si può ammirare un'interessante Madonna con il Bambino, scultura di anonimo attivo a Venezia negli anni '30 del XV secolo.
La medesima eleganza impronta i numerosi palazzi gotici, eretti a Vicenza specie durante il XV secolo, a celebrazione del dominio della Serenissima che portò ad una netta ripresa economica oltre che a fecondi contatti culturali. Eccezionali cornici in pietra e marmo scolpite e decorate finestre e portali, fanno orgogliosa mostra di raffinati repertori decorativistici. Risulta agevole per il visitatore intraprendere la visita agli edifici gotici suddividendoli in due distinti itinerari: l'uno resta nella zona sulla destra rispetto all'asse viario principale, Corso Andrea Palladio, voltando le spalle a Ponte degli Angeli; l'altro sulla sinistra. Iniziando dalla prima opportunità, il percorso potrebbe partire dall'Oratorio dei Boccalotti, Piazza S.Pietro, proseguendo alla volta di Palazzo Regaù, sconfinando in via XX Settembre. Da lì, dopo una sosta nel tempio di S.Corona, si procede verso Palazzo Dal Toso Franceschini Da Schio, detto Cà d'Oro, impreziosito dalla splendida ghiera finemente scolpita del portale. Proseguendo verso contrà Giacomo Zanella, notiamo la fastosa presenza di Palazzo Sesso Zen e da lì ci dirigiamo in contrà Porti, dove l'interpretazione del Gotico veneziano raggiunge gli esiti più ragguardevoli nei Palazzi Porto-Bertolini, Porto-Colleoni e Porto-Breganze. Risalendo Corso Palladio risalterà il prospetto di Palazzo Braschi-Brunello, con i medaglioni scolpiti con profili virili, e Palazzo Thiene.
L'itinerario può essere concluso con la visita della chiesa di S.Lorenzo nell'omonima piazza. Un secondo percorso potrebbe avere inizio da Piazza dei Signori, con la visita della torre Bissara e del Palazzo della Ragione circondato dalle più tarde Logge palladiane.

Una forte concentrazione di edifici gotici si registra in zona Barche, a partire dall'Ospedale di S.Valentino, tra vicolo Retrone e contrà delle Barche. In contrà Piancoli si distingue Casa Scroffa Polazzo, e poco distante troviamo, vicino al panoramico Ponte S.Michele, Palazzo Garzadori Braga. Procediamo alla ricerca della leggendaria Casa Pigafetta, nell'omonima via, proseguendo verso contrà Paolo Lioy , per godere della vista dell'elegante prospetto di Palazzo Garzadori Fattore. nella vicina contrà SS.Apostoli notiamo l'interessante facciata di Palazzo Sangiovanni e di Palazzo Squarzi Serini, per concludere l'amena passeggiata con Palazzo Arnaldi segala in contrà Pasini. In Provincia vanno segnalate opere gotiche altrettanto importanti. A Bassano del Grappa, presso il Museo Biblioteca Archivio, è conservato un Crocefisso ligneo del Guariento, firmato e databile a dopo il 1332; un affresco strappato eseguito da Battista da Vicenza, raffigurante le Nozze mistiche di S.Caterina; dei Frammenti di Crocefissione; una preziosa tavola con Madonna con il Bambino, di Michele Giambono. A Breganze, presso la Casa Mater Amabilis, appartenuta in origine a Naimerio da Breganze, genero di Ezzelino da Romano III, è custodito un interessante Fregio a motivi vegetali, putti e soggetti zoomorfi, del V-VI decennio del XV secolo. A Nanto, nella chiesa di S.Maria, un anonimo frescante di ambito micheliniano, eseguì nel Presbiterio l'affresco con Annuncio ai pastori e Santo.

Thiene riserva ottime sorprese nella chiesa di S.Vincenzo, con gli affreschi della cappella del presbiterio, commissionata dalla famiglia Thiene, eseguiti altre due opere pittoriche con Storia della vita di S.Vincenzo e Adorazione dei pastori. A Zugliano (Vicenza), nella chiesa di S.Maria, va segnalato l'affresco di inizio sec.XV, con Madonna in trono con il Bambino e le Sante Chiara e Marta, di pittore veneto. A breve distanza, a Zugliano (frazione Grumolo di Pedemonte), troviamo nella chiesa di S.Maria Maddalena il prezioso Polittico di S.Biagio, con bella cornice dorata. Nella vicina frazione centrale, presso la chiesa di San Clemente, un artista di ambito veneto eseguì un interessante Crocefisso (1442) in legno dipinto a tempera. altra tappa va individuata nel panoramico paesello di Velo d'Astico, frazione Seghe, dove, nella quattrocentesca Chiesa di S.Giorgio, si può ammirare un elegante Polittico (1408) di Battista da Vicenza, e un ciclo di affreschi (1408-09) di pittore veronese del XV secolo, a decorazione delle lunette e della volta della cappella di S.Antonio, dei nobili conti Velo.
Le scene riproducono l'episodio agiografico che all'epoca riscosse maggior successo, quello cioè con San Giorgio che uccide il drago; gli altro episodi sono la Crocifissione; Natività; Resurrezione; Cristo nel sepolcro e figure di Evangelista.
Concludiamo dunque il nostro tour sostando ad Arzignano, frazione di castello, presso la chiesa di santa Maria ed Elisabetta, per ammirare la pala scolpita da Nicolò e Antonio da Venezia, con Madonna in trono con il Bambino (1425), e il celebre Polittico di artista di ambito squarcionesco, suddiviso in quattordici scomparti disposti su due registri, con fastosa cornice in legno dorato e dipinto.



Itinerari in bicicletta tra Palladio e Tiepolo
I beni artistici d’eccezione, ampie zone ciclabili o pedonalizzate, morbidi colli immersi nel verde fanno della provincia di Vicenza una zona ideale per gli amanti della bicicletta.
Nei centri storici sarete sorpresi da logge classiche, chiese gotiche e palazzi del Rinascimento ben conservati.
Riconosciuta nel 1994 come Patrimonio Mondiale dall’Unesco, Vicenza è tra le città che possiedono un maggior numero di complessi monumentali in rapporto all’estensione. Lasciando piazze ariose, stradine ricche di fascino, dai balconi fioriti, potrete inoltrarvi nel verde, alla scoperta di saliscendi tra colli o delle famose ville venete di cui è ricca la provincia: colonnati, barchesse e scalinate vi faranno immergere in un passo in cui dame vestite di broccato passeggiavano nei saloni affrescati. Per i buongustai sarà d’obbligo una pausa in un locale tipico per un uno sfizioso spuntino o per centellinare i famosi vini locali. Chi ama l’artigianato potrà ammirare nelle vetrine e nei mercatini locali molti prodotti caratteristici.



Percorso Centro Storico
Tra gli innumerevoli itinerari possibili nel centro storico, ve ne suggeriamo uno che tocca luoghi e monumenti ricchi di fascino. Dalla stazione ferroviaria, lasciandosi alle spalle Monte Berico e la sua bella Basilica barocca si parte all’esplorazione della città, attraverso l’area verde di Campo Marzio. Lasciata sulla destra porta Castello, del sec. XI si procede lungo il Giardino Salvi, con loggetta palladiana sul canale e caratteristica fontana. Si rientra verso piazza S. Lorenzo, con la sua grandiosa chiesa francescana di stile gotico. Si percorre poi corso Fogazzaro, fiancheggiato da pregevoli palazzi e "botteghe" caratteristiche. Attraversato il Bacchiglione dopo Porta S. Croce, si procede verso Parco Querini, autentico polmone verde della città. Passando per Porta S. Lucia si giunge in Piazza Matteotti, con il Teatro Olimpico e Palazzo Chiericati, creazione di Palladio, sede del museo Civico, comprendente un’importante pinacoteca. Dopo aver costeggiato Piazza delle Erbe si ammira lo storico ponte S. Michele, per poi ritornare alla stazione ferroviaria.



Percorso Le Ville
La pianura nord-orientale di Vicenza rappresenta un territorio ideale per il cicloturismo: partendo dal parking Stadio si giunge a Villa Valmarana detta "La Rotonda", gioiello architettonico del ‘500, ideata da Palladio e compiuta dallo Scamozzi.
In pochi minuti ci si trova in campagna, presso l’oasi di Casale, zona palustre che ospita interessanti specie di uccelli acquatici. Si passa per Lisiera, Monticello Conte Otto, Cavazzale e Caldogno tra filari di alberi che fiancheggiano i fossati e i vigneti. Meritano una deviazione Villa Monza di Dueville, Villa del Conte e Villa Da Porto Casarotti.
A Vivaro, lungo una carareccia sterrata si giunge nella zona delle risorgive, in cui l’acqua dopo un cammino sotterraneo riaffiora in un reticolo di canali e canalette particolarmente limpide e pescose. Proseguendo verso sud si torna in città, passando vicino a Porta S. Bortolo e alle mura medievali.



Percorso Il Bassanese
Dopo aver parcheggiato presso il Tempio Ossario, si visita il famoso ponte ligneo di Bassano, progettato da Palladio nel 1570; si parte poi per un percorso collinare tra campi e boschi.
Dopo una breve salita verso l’altopiano, che consente di ammirare il panorama delle vallate circostanti, si scende al primo bivio verso Valle S.Floriano, ridente borgo.
Si procede per Vallonara, ammirando lungo il percorso le caratteristiche "masiere" (muretti a secco su terrazzamenti). La zona è ricca di aziende agrituristiche, per una gradevole pausa enogastronomica. Si scende poi verso Marostica famosa per il castello, la cinta muraria e la piazza degli scacchi, dove si gioca annualmente la partita vivente. Si procede in pianura verso Mason Vicentino, paese rinomato per le ciliege attraverso una strada che si snoda con curve tra campi di mais e case coloniche. A Nove, città della ceramica di prestigiosa tradizione, si possono ammirare pregevoli edifici ornati con decorazioni ceramiche per le grappe, le ceramiche e la lavorazione del legno.




HOTEL CAMPO MARZIO
Viale Roma, 21 - 36100 VICENZA Italy
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